Change management

CREDI SEMPRE DI POTER MIGLIORARE

Change management

14 Maggio 2018 CAMBIAMENTO FORMAZIONE 0

 

Il cambiamento è un concetto complesso, spesso non dipende solo dalla forza di un singolo. Nella natura umana siamo soliti opporci al cambiamento, è un qualcosa che ci spaventa, è la paura dell’ignoto, la convinzione di non farcela a superare delle sfide, o uscire da abitudini confortanti.
Spencer Johnson autore del best seller “Chi ha spostato il mio formaggio?” dice: “Che cosa faresti se non avessi paura?”. L’autore nel libro rende chiara l’idea che il cambiamento è l’unica cosa certa della nostra vita (Johnson, 2009).
E nelle organizzazioni?
Il Change management è un approccio strutturato che rende possibile nelle organizzazioni l’attuazione del cambiamento. Le organizzazioni come sistemi complessi sono in continua evoluzione, sono influenzate dall’ambiente che le circonda, dalla società, ma soprattutto dagli individui che la compongono. Paradosso del Change management è che quando si raggiunge il successo è il momento di pianificare un cambiamento. Nel pianificarlo, bisogna tenere conto delle eventuali resistenze che si possono incontrare.
Per ottenere un cambiamento efficace bisogna intervenire su:
1. struttura: assetto organizzativo, le funzioni, ridefinizione di competenze.
2. Meccanismi operativi: distribuzione di risorse, natura dei finanziamenti, programmazione, verifica.
3. Risorse umane: formazione, selezione, incentivazione, valutazione.
Per far si che all’interno dell’azienda ci sia un cambiamento totalitario, gli individui devono essere coinvolti, oltre che essere solo informati. Ciò comporta una modifica anche nella cultura, portatrice di regole e norme accettate e condivise (Cavalieri Manasse, 2005).
Orientare le persone verso un cambiamento richiede un’attività progettuale che coinvolga gli individui presenti in prima persona.

I progetti sostituiscono vecchie procedure, con metodi differenti, hanno sempre un obiettivo, un punto di arrivo. Devono essere suddivisi in diverse attività, per assegnare le parti a differenti membri del team. Di conseguenza le responsabilità dei punti in questione saranno assunte dalle persone delegate (Nokes, 2008).
Attraverso i progetti, la persona porta il suo contributo strategico, diviene responsabile di ciò che le è affidato, valorizza le sue competenze perché ricopre il ruolo di protagonista nella gestione del suo operato. Non è più puro esecutore ma creatore e innovatore. Permettere all’individuo di portare valore aggiunto vuol dire considerarlo come persona unica, attraverso le sue attitudini, la sua personalità.
Quanto la persona che si ha di fronte, è in grado di ricercare soluzioni efficaci? Quanto si assume la responsabilità di ciò che fa? Quanto sa controllare le emozioni?
Sono domande importanti che devono essere valutate per ottenere il massimo dalle persone che collaborano all’interno dell’organizzazione.
Il cambiamento deve essere in qualche modo formalizzato, bisogna individuare lo scopo per il quale s’inizia questo processo. Una delle prime esplicitazioni da fare riguarda la mission:
Dove stiamo andando? Che cosa perseguiamo?
Bisogna inoltre definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere: sia quelli a breve sia quelli a lungo periodo.

 

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